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Identikit criminologico e grafologico per l'individuazione dell'attentatore del Nord-Est
Da dieci anni a questa parte il Nord-Est d'Italia è segnato dai ripetuti attentati del cosiddetto Unabomber; gli atti terroristici presero avvio nell'agosto del 1994 e proseguono a tutt'oggi (ultimo attentato, fortunatamente fallito: inizio aprile 2004). Nonostante i grandi spiegamenti di risorse umane ed economiche, nonostante gli accorpamenti delle indagini presso il pool di una sola Procura, nonostante gli speciali televisivi (corredati dalla evidente incapacità predittiva di questo o quel criminologo) e i fiumi di parole versati sui giornali, l'Unabomber italiano continua indisturbato ad entrare in azione e a spargere terrore con la sua cinica roulette russa di mutilazioni e ferimenti. Come fermarlo? In realtà i mezzi ci sarebbero; basta saperli sfruttare. A poco, infatti, valgono le segnalazioni di chi dedica tempo in abbondanza per un'indagine irrisolta quando queste indicazioni non vengono tenute in considerazione. È il caso, ad esempio, della lettera che l'autore di questo sito inviò per raccomandata r.r. al Capo della Procura di Pordenone il 30 dicembre 2002 (appena dopo l'attentato della notte di Natale al duomo di Cordenons). In quella missiva, oltre ad altri elementi utili all'identificazione di Unabomber, si segnalavano per l'immediato séguito "altamente prevedibili nuovi attentati, che andranno a focalizzarsi nei centri di Oderzo o Conegliano". Trascorsi appena quattro mesi, si registrava il successivo attentato - a meno di 9 km da Oderzo: l'esplosione del pennarello in località Fagaré di Callalta (25.04.03) privava dell'uso di una mano e di un occhio un'altra povera bambina, confermando in pieno l'attendibilità delle indicazioni fornite per lettera dal sottoscritto alla Procura. Poiché dalle indagini ufficiali poco sembra andare nella direzione di una imminente identificazione dell'Unabomber italiano, e poiché invece col tempo continua ad allungarsi la lista delle vittime di questo criminale, è giunta l'ora di scegliere una strada parallela a quella sperimentata (con successo) negli Stati Uniti per la cattura dell'Unabomber americano: vuotare il sacco delle conoscenze criminologiche e far sì che, con la rivelazione al pubblico del profilo in dettaglio dell'Unabomber italiano, qualche lettore possa trovare nella descrizione fornita sufficienti corrispondenze biografiche con una specifica persona.
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Qui di seguito, dunque, apro il mio archivio di ricerca sul caso ed offro un completo identikit criminologico dell'Unabomber italiano: localizzazione geografica, dati biografici, descrizione psicologica e addirittura profilo grafologico del soggetto. Chi ritenesse di riscontrare negli elementi caratterologici, biografici o grafologici qui riportati i tratti di una specifica persona, è vivamente pregato di contattare per e-mail l'autore di questo sito (scripta@examina.net) o di allertare la polizia locale. Con un metodo di segnalazione simile a questo, l'Unabomber americano Theodore Kaczynski venne finalmente catturato dopo anni di delitti e di infruttuose ricerche. Nota bene: il profilo informativo-criminologico qui fornito è soltanto l'esito in forma riassunta della ricerca condotta sul caso; la trattazione delle ragioni, degli elementi e degli indizi che hanno portato alle conclusioni qui riepilogate esula dallo scopo pratico di questa pagina web. Sono comunque previste più estese pubblicazioni con la descrizione in dettaglio dei passaggi deduttivi attraverso i quali si è sviluppata questa ricerca.
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Chi è l'Unabomber del Nord-Est
Localizzazione geografica:
Prima di tutto è importante dire dove vive questa persona: con massima probabilità Unabomber vive all'interno del piccolo triangolo di territorio compreso tra i paesi di Prata di Pordenone - Cimpello e Fontanafredda; questo triangolo (che include Porcìa) si trova immediatamente nelle vicinanze di Pordenone. La cartina qui presentata mostra in scuro la zona triangolare di localizzazione a ridosso di Pordenone.
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Dati biografici:
- persona di sesso maschile, attualmente non sposato e probabilmente
mai coniugato;
- vive solo o con genitore anziano;
- età attorno ai 50 anni;
- è cresciuto nella zona geografica sopraindicata, risultando fortemente influenzato nel suo
sviluppo dalle abitudini, dai modelli e dagli stili di vita tipici della
campagna attorno a Pordenone;
- ha ricevuto una coartante educazione religiosa ed è cresciuto in un
ambiente domestico difficile, anche per via di probabili seri conflitti tra i
genitori;
- madre molto pia e orientata con rigidità alla religione, probabilmente con manifestazioni insistite (o
troppo frequenti) di devozione;
- infanzia del soggetto decisamente poco felice, con poche possibilità di
vivere e gustare la fase di gioco tipica del bambino; quel periodo è invece caratterizzato da molteplici limitazioni imposte dai
genitori (forse anche per ristrettezze di tipo economico ed esigenze pratiche
immediate);
- attorno alla fine del 1993 subisce un lutto importante o prende atto di una grossa perdita personale: a questo punto la religione - precedentemente vista come fonte di speranza e possibile dispensatrice di "grazie" - viene ad essere negata e avversata, proprio per via della sua "inutilità" e "indifferenza" alle sorti delle persone;
- attuale condizione sociale di Unabomber: media;
- si sposta preferenzialmente in automobile e in tutta probabilità vive vicino ad una delle
grosse arterie stradali che lambiscono Pordenone.

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Descrizione psicologica:
- nonostante l'apparente rifiuto di alcuni modelli sociali o comportamentali, ad oggi il modo
di pensare del soggetto risulta inconsapevolmente permeato dai passati
condizionamenti, che ancora legano strettamente Unabomber alle tradizioni
locali della campagna in cui è cresciuto;
- vive in una condizione di notevole frustrazione, anche nell'occupazione
lavorativa (dalla quale si sente poco valorizzato o in ogni caso penalizzato sotto il
profilo economico);
- ha indole sostanzialmente solitaria, con occasionali sortite di ironia
sarcastica ed inaspettate manifestazioni di fissazione su dettagli;
- in specifici periodi (con accertata frequenza nell'imminenza delle
festività) subisce la dinamica di un progressivo distacco dalla
realtà, con aumento della propria inclinazione all'isolamento; in
questa fase di graduale allontanamento dal piano di realtà viene
avviata la preparazione dell'ordigno e pianificata la messa in opera
dell'attentato;
- detesta tutto ciò che è "chiesa" e rifugge dalla
partecipazione a messe o funzioni;
- è intimamente infastidito dalla naturale festosità dei bambini,
quell'allegria che si contrappone dolorosamente alla sua personale esperienza di infanzia
poco felice e soprattutto poco vissuta;
- è preciso e quasi maniacale nella fabbricazione dei suoi ordigni anche
perché, attraverso l'ingegnosa progettazione degli oggetti esplosivi,
vuole fra l'altro dimostrare al prossimo la sua "eccellenza" e la
sua "creatività" (ottenendo così una sorta di 'riscatto', a
fronte delle svalorizzazioni e delle frustrazioni subite nel passato);
- è pragmatico e per nulla idealista (prova ne è che non sono mai
stati confezionati messaggi o dichiarazioni accompagnatorie alle esplosioni:
l'attentato - e la conseguente menomazione del malcapitato - esaurisce
già in sé la comunicazione ed il giudizio di Unabomber);
- sostanzialmente freddo e anaffettivo, non riesce ad allacciare relazioni di
vero scambio emotivo; il suo grado di socializzazione tende ad esaurirsi in
rapporti essenziali condotti con modalità convenzionali o di
facciata;
- attualmente, dopo il pieno abbandono di ogni aspettativa o speranza religiosa, Unabomber crede in una sorta di Destino cinico, che ha colpito duramente la sua esistenza e che ora viene "indirizzato" dall'attentatore per la scelta casuale della vittima nella moltitudine della folla;
- Unabomber non entra in azione per sfidare chicchessia, tantomeno per duellare con gli
inquirenti (che in realtà teme), quindi non è certo responsabile
dello scoppio avvenuto all'interno del Palazzo di Giustizia di Pordenone
alcuni anni or sono. In realtà, raggiunti i limiti di saturazione che
preludono alle fasi di distacco dal reale, desidera solo vendicarsi a modo suo
per i torti che ritiene di aver subito dall'ambiente in cui vive e nel quale
è cresciuto.

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Profilo grafologico:
Sebbene l'attentatore non abbia mai lasciato propri messaggi scritti sui luoghi delle esplosioni, dagli elementi caratteriali sopraelencati è possibile tratteggiare - in termini previsionali - le principali peculiarità grafiche della scrittura di Unabomber. Qui viene dunque proposta una scheda grafologica, con le basilari caratteristiche della grafia del soggetto:
- mancanza di netta direzionalità della scrittura verso il lato destro
del foglio; in sostanza si ha una discreta staticità del flusso grafico,
con lentezza nella progressione del tracciato verso destra e con rapporto
forma/movimento sbilanciato a favore della "forma" (qui intesa come attenzione
inconscia dedicata alla resa grafica delle lettere);
- calibro della scrittura piccolo (con saltuarie ed improvvise fluttuazioni in
altezza dei corpi letterali);
- ampi spazi bianchi tra le righe e a volte incongrui distanziamenti tra le
parole;
- scarsa armonia complessiva dello scritto sul foglio ed elementi di
disomogeneità (strutturale o fisionomica) all'interno delle stesse
parole o tra gruppi di parole vergati nella stessa pagina;
- scrittura con pochi collegamenti interletterali e con frequente
giustapposizione delle lettere adiacenti (grafemi cioè vergati non in
sequenza ininterrotta, ma con realizzazione di singoli segni alfabetici poi
accostati gli uni agli altri a comporre la parola);
- parziale incapacità di tenuta del rigo di scrittura (sul foglio rigato
lo scritto tende a scivolare al di sotto della linea di riferimento; sulla
carta non rigata la grafia avanza con movimento un po' ondulato e leggera
discendenza);
- scarso grado di differenziazione di pressione tra i movimenti grafici
ascendenti (filetti) e i successivi gesti discendenti (aste) in lettere quali
le "l", le "h", le "t" etc. In sostanza, la modulazione della pressione
esercitata dalla penna sul foglio appare modesta, fatta eccezione per
sporadici ingolfamenti con appesantimento del tratto inchiostrato;
- possibilità di scrittura preferenzialmente eseguita con caratteri
stampatello; nel caso di scrittura corsiva le forme grafiche non risultano
particolarmente personalizzate o elaborate in fisionomie originali. Di fondo
si ha un ampio residuo di adesione al modello calligrafico appreso a scuola,
con meticolosità e lentezza nella realizzazione dei simboli alfabetici,
più eventuali rifiniture per la resa formale di specifiche
lettere;
- saltuario riscontro di alcuni finali di parola cascanti verso il basso;
- i punti di andata a capo (o alcuni segni di interpunzione quali "," ";")
possono risultare calcati, ripassati o quasi inscritti nella carta; sui tagli
orizzontali delle "t" o in fine di parola si osservano talora tratti
improvvisamente affilati o ticks di repentino scarico dell'energia
grafica;
- l'allineamento della scrittura sul margine sinistro del foglio non è
curato e la grafia si sviluppa sul foglio senza il completo sfruttamento dello
spazio libero verso il margine di destra; anche il margine superiore risulta
più ampio della media;
- i movimenti rotatori per l'esecuzione degli occhielli di lettere quali le "o",
le "g", etc. sono chiusi su se stessi, con saltuari irrigidimenti angolosi
nella parte inferiore dei grafemi;
- possibile presenza di 'aste ritorte' ( = tracciati discendenti, ad esempio
delle "t", eseguiti con curvatura concava a sinistra);
- "allunghi inferiori" (cioè sprofondamenti sotto il rigo delle lettere
"p", "q", etc.) piuttosto corti e tronchi - "allunghi superiori"
(prolungamenti all'insù delle "h", "l" etc.) decisamente più
svettanti rispetto al corpo delle lettere adiacenti;
- assenza di vivacità generale nel tono complessivo della scrittura e
tratto inchiostrato con bordi netti (cioè non microscopicamente
sfrangiati).
Non è atteso che tutte le caratteristiche grafiche qui elencate risultino contemporaneamente presenti nella scrittura dell'Unabomber del Nord-Est; cionondimeno vale senz'altro il quadro grafico d'insieme sopra descritto. L'accoppiamento grafologia - criminologia è già stato sperimentato con esito positivo in ricerche di screening e di previsione del potenziale di pericolosità sociale in soggetti indagati o condannati per diverse tipologie di reato (cfr. "Danger between the lines" - by Kim Iannetta).
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